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Alghero – Provincia di Sassari – Sardegna

La città, adagiata su un promontorio che domina la rada, è da sempre una delle più rinomate e famose località turistiche della Sardegna e questo ruolo le è proprio sia per uno storico passato di colonia catalana, sempre vivo nella lingua e nelle tradizioni, sia per le particolari bellezze dei suoi dintorni. Raccomandiamo pertanto, durante le vacanze, un’attenta visita al suo centro storico con le sue vie caratteristiche, i suoi bastioni e le torri, le sue chiese, i suoi negozi e le botteghe artigiane. Lasciata Alghero alle spalle, direzione nord e attraverso la statale 127/bis, costeggiamo l’ampia spiaggia di San Giovanni e le sue dune e quella di Maria Pia con la sua pineta, da qui si giunge alla zona balneare, ideale per trascorrere le vacanze.

Più avanti, preannunciato dallo stagno costiero di Calich dove si possono ammirare i resti di un Ponte Romano, ecco l’abitato di Fertilia, sorto a seguito di un intervento di bonifica che, negli anni trenta, aveva interessato la Nurra. Oltre la pineta di Arenosu, seguendo la costa, si giunge alla famosa spiaggia delle Bombarde racchiusa tra Punta Negra e gli scogli di Capo Galera. Siamo già alle propaggini meridionali del promontorio della Punta del Giglio e dal costone una Torre Secentesca domina la Cala del Lazzaretto.

Lasciati a destra i resti imponenti del villaggio nuragico di Palmavera, ecco apparire allo sguardo del visitatore una splendida vista su Porto Conte. Si rimane incantati scorgendo questo angolo di Sardegna che non ha uguali. Protetto dai venti e dalle tempeste, dai due promontori di Capo Caccia e di Punta del Giglio, con le sue acque di un blu intenso, le sue rocce affascinanti, le falesie precipiti e le piccole cale serene, Porto Conte, il Portus Nympharum degli antichi romani, è unanimamente considerato una straordinaria meraviglia della natura.
Di fronte a noi vi è il villaggio di Tramariglio con la torre omonima. Presa la strada che percorre il golfo, la cui costa sabbiosa è interrotta da spuntoni rocciosi, si costeggia un ampio tratto della pineta Mugoni. Lasciati i ruderi del nuraghe Santimbenia e le strutture di un grosso complesso alberghiero, dopo i resti di una antica villa romana, si giunge alle falde del Monte Timidone, vera e propria riserva naturale.
Proseguendo, la strada tende a salire e giunge a Tramariglio che avevamo scorto dalla sponda opposta al golfo, con il suo grande albergo. Continuando, di fronte alla punta del Giglio, il promontorio si protende, a chiudere il golfo, con la superba mole calcarea di Capo Caccia.
L’imponente massa rocciosa, un bianco tavolato carsico, digradante nel suo versante interno al golfo. Offre ad occidente orridi dirupi e altissime pareti a picco sul mare.

Alternativa all’escursione in barca da Alghero, la visita alla Grotta di Nettuno, giungendovi dall’alto di Capo Caccia tramite i settecento scalini dell’Escala del Cabirol, appare il degno coronamento di una escursione che è sempre al limite dell’arditezza dei luoghi, anche per lo splendido e irripetibile panorama. Sul tratto di mare prospiciente, accompagnano le bianche rupi e ripidissime scogliere di Capo Caccia l’isola Piana e l’isola Foradada, percorsa, a livello del mare, da una grotta naturale, da cui il nome. Quasi a guardare il lato settentrionale dell’isola, si apre la Cala d’Inferno, come una cavea d’anfiteatro sul calcare. Verso nord la costa degrada aprendosi a cale e insenature. Tra le più suggestive, quella di Porticciolo, la cui torre settecentesca sovrasta l’arenile.